La taverna e il tavolo
La taverna del tarlo esce dal concorso e diventa leggibile. Due capitoli nuovi per Il piccolo gruppo di amici, con un estratto uscito solo qui.
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Adesso si entra
La taverna del tarlo si legge su pnz.ink da oggi.
Era rimasta chiusa fino al 31 agosto per il passaggio a Il Racconto nel Cassetto, il concorso dell’Associazione ALI per la Cultura.
Adesso apre le porte al pubblico: una taverna tranquilla, una donna al bancone, curiosità che forse non si vorrebbero sapere…
Altri due venerdì per il gruppo di amici
Il piccolo gruppo di amici ha guadagnato due capitoli.
Il tavolo è sempre lo stesso, sette posti ogni venerdì. Gli amici stanno prendendo voce e i legami vengono alla luce.
Un sorso dai capitoli nuovi, che sul sito non trovi:
Estratto dal capitolo Il bisogno di appartenenza. Testo in lavorazione.
[…]
Ecco la mia tavolata. Stranamente in silenzio.
«Cosa succede stasera? Qualcuno ha litigato?»
Chiedo poco convinto della situazione.«Aspettavamo te. Spicchio pensa che non crediamo ai suoi racconti se manca il testimone.»
Taglia Vetro puntuale.«Non l’ha mai detto. Ha solo piacere che ci siamo tutti per non ripetere le cose.»
Risponde Decanter.Mi siedo, le strizzo un occhio.
«Siamo già sulla difensiva, vedo.»«No, è tutto tranquillo. Almeno per ora.»
Risponde a sua volta con un occhiolino.«Tutti hanno qualcosa e tu niente?»
Chiedo a bassa voce alla mia sinistra.«Ho atteso il tuo arrivo. L’altra volta mi hai sgridato, quindi sappi che ne ho due da recuperare.»
Indica il cameriere.Non è mai esagerato nel manifestarsi, ma si capisce sempre bene cosa pensa.
Il cameriere mi passa a fianco, lo fermo.
«Può portare un Negroni e una tonica? Per favore.»
«Certamente.»«Dai, allora! Raccontaci chi hai incontrato alla mostra. Con quali grandi nomi della pittura ti sei misurato.»
Incita Spuma stringendo il braccio di Spicchio.«Pittura? Ma non ti eri dato alla scultura?»
Chiede Decanter.«Ma noi ci diamo a qualsiasi cosa possa piacere. Vero, amico?»
Di nuovo tagliente.«No, è la pittura. E da un po’ di tempo, ormai.»
Risponde sereno ma rosso in viso.La stretta al bicipite non gli deve essere piaciuta. A volte è esuberante con i gesti tanto quanto con le battute.
«Dai! Sputa il rospo. Chi hai incontrato? Chi hai conquistato? È da quando sei arrivato che non vedi l’ora di parlare.»
Insiste scuotendolo, questa volta per un gomito.«Spuma, calmati. Sembra che tu voglia far confessare un delinquente. Lasciamolo parlare.»
Intervengo deciso.«Va bene, va bene. Vi racconto.»
Si riassesta sulla panca, raddrizza la schiena, con lo sguardo fa il giro di tutti noi in senso orario partendo da Spuma.«Non vorrei interrompere proprio adesso che si è deciso, ma non abbiamo ancora ordinato…»
Bisbiglia Vetro di fronte a me.«C’è tempo. Lascialo parlare.»
Risponde Radice.Mi è sembrato quasi orgoglioso nel dirlo. Non ho mai capito se gli faccia tenerezza o lo veda come un fratello minore.
«Sì. Dopo ci pensiamo.»
Concludo io.«Sono arrivato alla “Loggia dei re” abbastanza presto. Volevo dare un’occhiata in giro prima che arrivasse la folla.»
[…]
Da dove nasce
Un gruppo di amici non è solo un insieme di persone che si vogliono bene. A volte è un insieme di vite che trovano il modo di sedersi, bere, parlare sopra le altre e fingere che sia tutto normale.
Forse è da lì che nasce questo progetto: dal sospetto che alcuni legami non mostrino chi siamo quando funzionano, ma quando cominciano a stringere.
