Il piccolo gruppo di amici

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Lunga tavola di legno con bicchieri e una brocca in una sala di pietra illuminata da una lanterna

In divenire

  1. Osservazione
  2. Progettazione
  3. Scrittura
  4. Affinamento, stato attuale

Il testo

Sei venerdì e un epilogo.

Ogni capitolo è una settimana intera che finisce a quel tavolo: il lavoro, le strade fatte a piedi, una saracinesca abbassata. Poi la porta della sala e gli amici.

I posti a tavola

Spuma, Negroni, Vetro, Decanter, Spicchio, Radice.
Sono i soprannomi che il protagonista ha assegnato ai sei amici.

Forse quei nomi raccontano anche qualcosa di chi li ha scelti.

Un piccolo sorso

Estratto dal capitolo Il desiderio di leggerezza. Testo in revisione.

[…]

Passo davanti alla gelateria e un insolito grigio mi distoglie l’attenzione: la saracinesca è abbassata. I colori vivaci di tutti i gusti in vetrina mi mettono allegria ogni venerdì sera — il giallo del limone, il rosa pesca, l’improbabile verde-azzurro menta. Un foglio di carta bianco è appeso al centro della serranda: avvisa la clientela che l’attività è cessata lunedì.

Tocco il metallo su cui poggia l’avviso. È freddo come il lutto.

Proseguo verso la trattoria pensando ancora alla forte luce al neon che quasi abbagliava dalla vetrata. La proprietaria non sembrava molto simpatica ma aveva un sorriso gentile.

Sono arrivato. La porta si sta richiudendo dopo l’ingresso di una coppia di ragazze; allungo la mano per riaprirla e sento dell’umido nel palmo. Schifato, striscio la mano un paio di volte sulla gamba del pantalone.

Mi dirigo al solito tavolo e ci sono già tutti.

[…]

Dove si trova adesso

Venerdì dopo venerdì il gruppo ha toccato qualcosa che nessuno voleva nominare. Adesso è il momento di capire quali frasi restano a metà per paura e quali per necessità.

L’insegna sopra la porta è ancora da dipingere.