Confessioni taciute

Cardellino in gabbia su un tavolo illuminato da una lampada a olio; sulla parete dietro, la sua ombra è una grossa bestia dal capo chino, con una zampa portata al becco

Testo completo

Al calar del sole, quatto quatto,
un pensier evolve a capo chino,
l’odor è forte, sa di matto,
ma ancor è tenue, un cardellino.

Lente ombre han sopravvento,
il mare gonfia l’animale,
il gelo apre allo sgomento,
l’uccellino cambia e si fa tale.

Il nero tinge l’aria intorno,
la schiuma al porto è vino rosso,
il desiderio ha già un contorno,
la belva in bocca ha quasi l’osso.

Al tornar del sole, quatto quatto,
un pensier dissolve a capo chino,
l’odor è lieve, sa di misfatto,
ma ancor è vivo, uno spino.